L’alluminio è abbondante, ma non reperibile

23 maggio 2011
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La produzione e le scorte di alluminio sono molto elevate, ma ciò non ha impedito un innalzamento dei prezzi , i quali restano sproporzionati: 2.500 dollari per tonnellata al London Metal Exchange. Inoltre, il mercato è in backwardation, ossia il prezzo cash sorpassa quello a tre mesi: una situazione in cui ci dovrebbe essere una carenza di metallo. Questa è la situazione paradossale che caratterizza il mercato dell’alluminio: Nonostante la sua abbondanza, rimane sempre meno reperibile.

Le scorte nei magazzini dell’Lme hanno superato 4,7 milioni di tonnellate e la produzione di metallo primario ha raggiunto a livello globale 118.800 tonnellate al giorno. La produzione annua è di circa 43,35 milioni di tonn, quasi un milione in più rispetto al precedente record stabilito in febbraio (4,39 milioni di tonn). La scarsa reperibilità del metallo è un’anomalia, connessa alle attività speculative agevolate dai tassi di interesse a zero e dalla condizione fino a poco tempo fa di contango (prezzi cash più bassi che a tre mesi), il quale garantisce un profitto dalla semplice custodia del materiale. La maggior parte delle scorte di alluminio dell’Lme sono non utilizzabili, perché ricoprono il ruolo di collaterale per accordi finanziari. Inoltre si registrano pesanti lentezze nelle consegne, come a Detroit, dove si segnalano attese fino a dieci mesi per ottenere il metallo. La situazione ha generato esasperazione nei consumatori, che secondo il Metal Bullettin sarebbero pronti a fare causa all’Lme.

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