Emergenza economica un anno dopo

23 maggio 2011
Di

I problemi ad oggi risultano essere quelli di poter migliorare governance ed economia, un calendario di impegni e verifiche reciproci, un meccanismo permanente di soluzione della crisi, un patto per rendere più competitivi i Paesi e infine un nuovissimo sistema di regolazione finanziaria. Nei consigli europei di marzo si è costruita una cornice di medio termine convincente anche se ancora da verificare in tutta la sua concreta attuazione. Tuttavia se questi dodici mesi sono stati una lunga Odissea istituzionale, la convinzione è quella che si possa tornare a finanziarsi sui mercati entro un anno resta molto ingenua. Il nuovo declassamento dei titoli greci, da parte di Standard & Poor’s dà appieno il clima di sfiducia nei mercati che sui bond decennali chiedono un impossibile 15,63%. L’ultimo rapporto della troika (Ue-Bce-Fmi) sull’economia greca, riconosce che ci vorranno 5-6 anni per recuperare il 10% della competitività persa dal Paese. Ce ne vorranno altrettanti dunque per chiudere il divario accumulato, stabilizzare la bilancia dei pagamenti e non dover dipendere troppo da finanziamenti esteri. La nuova cornice Europea non agevola il riequilibrio dell’economia graca su un periodo tanto lungo. Dopo il 2013 anzi, le condizioni degli aiuti peggioreranno. I tassi a cui il nuovo meccanismo si stabilità presterà denaro sono penalizzanti. E’ vero che nel 2015-2016 il Fondo Monetario prevede una crescita vigorosa dell’economia, ma tassi di interesse del 6% su un debito pari al 160% del Pil richiedono una crescita doppia di quella stimata. Inoltre, dopo il 2013 ogni titolo del debito greco porterà una clausola che esplicita il rischio di perdite per gli investitori privati in caso di insolvenza. Difficile che ciò faccia calare i tassi, ecco perchè bisogna essere chiari.

Tag: , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento



Letture