OCSE: in Italia crescita troppo lenta

27 maggio 2011
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L’Italia cresce troppo lentamente, registrando un lieve rafforzamento atteso nel 2012, che produrrà un aumento del Pil di circa l’1,6% dopo l’1,1% di quest’anno. Ad affermarlo è l’Ocse nel suo Economic Outlook secondo il quale la domanda mondiale spingerà le esportazioni e anche la crescita degli investimenti dovrebbe riprendere a maturare. L’organizzazione stima che «la disoccupazione scenderà solo lentamente in parte perchè l’iniziale miglioramento della domanda

sarà assorbita dalla riduzione dell’utilizzo del lavoro a tempo determinato». Intanto, la ripresa economica mondiale si sta verificando realmente e sta acquisendo maggiore capacità di autosostenersi. L’Ocse mette tuttavia in guardia da una disoccupazione che resta troppo elevata tra i paesi avanzati, tra cui l’Italia, e da diversi fattori di rischio che gravano sulla crescita. Nel suo ultimo Economic Outlook l’ente parigino prevede che quest’anno la crescita economica dell’insieme dell’area Ocse si affermi al 2,3 per cento, dal 2,9 per cento del 2010, mentre nel 2012 dovrebbe segnare una accelerazione al 2,8 per cento. L’Italia resta il fanalino di coda anche sul fronte dei consumi. Le vendite al dettaglio a marzo sono calate del 2,0% (dato grezzo) rispetto allo stesso mese dello scorso anno e dello 0,2% rispetto a febbraio (dato destagionalizzato). IN sostanza, nel nostro paese si registra una crescita lenta, connessa alla disoccupazione giovanile, fattori che ci rendono diversi da molti altri paesi dell’Unione Europea.

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