Quanti e chi sono i bamboccioni

28 maggio 2011
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In economia si sente parlare spesso dei “bamboccioni” che nulla hanno a che vedere con teorie monetarie e manovre finanziarie. Il termine indica piuttosto quelle persone che “per scelta” superati i 25 anni, stanno ancora a casa con mamma e papà.

Il 40% degli over25, però, ha un impiego precario e percepisce ancora uno stipendio che non raggiunge i 1000 euro, soglia auspicata anche per le pensioni “minime”. I bamboccioni, a quanto pare, restano a casa non per scelta ma per forza. E’ questa la conclusione a cui è giunta una ricerca del Sunia, in collaborazione con la Cgil che hanno indagato sulla condizione abitativa dei giovani. E’ chiaro poi che anche il costo degli affitti incide sulla situazione.

Ecco come riporta la ricerca l’Adnkronos: “Secondo l’analisi della Cgil il 60% delle persone fino a 35 anni percepisce un reddito mensile inferiore a mille euro, senza dimenticare che il tasso di disoccupazione giovanile ha toccato il 28,6%. Dati che rendono complesso il superamento delle barriere che separano i giovani dall’accesso alla casa. I canoni di affitto sono eccessivamente alti, pari a 1.020 euro per i nuovi contratti e 750 euro per i rinnovi. E se le forme di coabitazione e cohuosing sono spesso le uniche possibili per affrancarsi dalla casa d’origine è il costo dell’abitazione ad essere indicato come il maggior ostacolo per il giovani (46% dei casi). Vivere in famiglia viene ormai percepito come un fatto normale sia dai giovani (55%) che dai genitori (60%), tanto che la convivenza tra genitori e figli genera frequenti discussioni solo nel 23% dei casi e sono relative soprattutto a indicatori come l’ordine e la pulizia. E’ presente comunque una forte attesa rispetto alla possibilità di svincolo (88%) soprattutto per il desiderio di indipendenza economica (47%) e quello di sposarsi o andare a convivere (18%). Difatti chi dichiara di voler rimanere in famiglia, lo fa soprattutto per necessità di terminare gli studi (50%) e per la mancanza di un lavoro (25%).”

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