Scontrini e ricevute fiscali sono inutili

29 maggio 2011
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I cosiddetti studi di settore sono così efficaci che scontrini e ricevute fiscali ad artigiani e commercianti non hanno più senso. E’ questo il succo della dichiarazione di Bortolussi, il segretario della Cgia di Mestre, poi continua: “visto che i ricavi degli autonomi, e le conseguenti imposte e contributi da versare allo Stato, sono stabiliti a tavolino dall’Amministrazione finanziaria attraverso gli studi di settore. Visto che in queste ultime settimane il ministro Tremonti è intervenuto opportunamente contro l’oppressione fiscale a carico delle imprese, riteniamo sia il caso che si attivi anche per l’abolizione di scontrini e ricevute”.

Una proposta simile è stata già fatta nel 1996 al Governo, ma a firme fatte, l’accordo non è ancora stato mantenuto. Ecco come spiega il tutto l’Adnkronos: “a richiesta di abolire scontrini e ricevute fiscali, spiega l’associazione Artigiani e piccole imprese, “parte da una considerazione statistica: tra il 2001 ed il 2007, l’80% circa dei controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza sulla emissione di scontrini e ricevute fiscali ha dato esito negativo. Vale a dire – prosegue la Cgia – che baristi, fruttivendoli, idraulici, autoriparatori, falegnami o commercianti, nonostante le campagne denigratorie che periodicamente subiscono, li emettono regolarmente. Solo il 20% circa di queste categorie è incorso nelle sanzioni comminate dalle Fiamme Gialle“.

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