Grecia, crescono rendimenti su biennali e decennali

30 maggio 2011
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La Grecia si avvicina sempre più al default e la tensione sui mercati è sempre alta, dopo la minaccia di Fondo Monetario e Unione Monetaria di bloccare gli ulteriori prestiti per Atene, se questa non procederà a dare vita a un piano di austerità e di privatizzazioni, che fungano da garanzia per il credito che le verrebbe accordato.

Si tratta di circa 30 miliardi di euro, pari a circa 13 punti del pil, che potrebbero non vedere mai la destinazione greca, dopo che ieri il governo Papandreou ha vissuto una vera e propria spaccatura interna, per effetto delle pressioni crescenti delle piazze, contro il taglio delle spese, previsto dal piano dell’esecutivo.

I mercati oggi hanno reagito, come è consuetudine nelle ultime settimane; si registra un aumento dello spread sui titoli a dieci anni, rispetto all’omologa scadenza dei Bund tedeschi, per un differenziale pari a 1387 punti base o del 13,87%, in crescita di altri 20 punti base dall’ultima rilevazione.

In crescita anche i rendimenti biennali, esplosi al tasso del 26,23%, trattandosi del segmento temporale maggiormente soggetto al rischio di bancarotta.

Solo l’approvazione del piano di privatizzazioni potrebbe attenuare lo spread sui mercati, perchè sbloccherebbe gli aiuti europei e dell’Fmi, garantendo anche la tenuta del rapporto tra debito e pil, per i prossimi due-tre anni.

Il default tanto temuto sarebbe del 150% del pil greco, pari a 327 miliardi euro. Le privatizzazioni, per 50 miliardi di euro in quattro anni, darebbero alla Grecia una boccata di ossigeno, potendo essa evitare di affacciarsi sui mercati, per soddisfare le proprie esigenze di liquidità per quasi un paio di anni, congiuntamente ai nuovi aiuti europei.

Ma il pericolo che tutto ciò non accada è altissimo, per cui non possiamo che consigliare anche ai più spregiudicati investitori di non scommettere sul risiko di Atene, liberandosi dei titoli greci, alla prima occasione utile.

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