La Russia mette fine al bando alle esportazioni di cereali

2 giugno 2011
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E’ stato accolto con estrema gioia, nel mercato del frumento, la fine del bando alle esportazioni di cereali, quest’ultimo annunciato da Mosca nel week-end scorso. Al Chicago Board of Trade (Cbot), riaperto dopo il Memorial Day, le quotazioni sono scese del 4,6% a 782,25 cents per bushel: un ribasso simile a quello che si era verificato lunedì all’Euronext di Parigi.

Nella capitale europea, però, l’entusiasmo sta già calando: ieri il frumento si è stabilizzato a 236 euro per tonnellata, (-0,4%). La ricomparsa del grano russo sui mercati internazionali a partire dal 1° luglio, non elimina le apprensioni in relazione al clima che tormentano Europa e Stati Uniti. L’Unione cerealicola russa stima che il surplus esportabile di cereali sarà di 15/ 20 milioni di tonn, se il raccolto sarà di 85-90 milioni di tonn, come previsto dal Governo. Non vengono , però, specificate quante di queste forniture saranno rappresentate da grano; a tal proposito alcuni analisti sospettano non più di 7-8 milioni di tonn, una quantità non sufficiente a colmare il gap produttivo provocato dal maltempo. Mosca ha la necessità di riconquistare la fiducia dei suoi clienti ed ha dichiarato che non esiterà, in caso di bisogno, ad ammettere nuove misure di restrizione dell’export.

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