Asta Portogallo: buona domanda, ma sale rendimento

2 giugno 2011
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L’asta di ieri del Portogallo, alla fine, ha esitato un risultato in linea con le attese dei mercati. I titoli offerti ammontavano a un valore di 850 milioni di euro, con scadenza il 23 settembre 2011, quindi si trattava di titoli a cavallo tra il trimestre e i quadrimestrale. La domanda è stata molto sostenuta, e ciò che forse più conta, in crescita dall’ultima asta, con un bid-to-cover di 2,7, contro l’1,9 precedente. Malgrado ciò, tuttavia, il rendimento medio ottenuto è risultato in crescita, seppure non in modo drastico: si è passati da un tasso medio del 4,652% a un rendimento del 4,967. Una trentina di centesimi quasi, che non mettono in allarme i mercati, ma certo segnalano che la fiducia non è ancora tornata ai livelli del pre-allarme.

A giocare negativamente avranno pure inciso i timori sul default greco, tanto temuto e sempre più uno scenario realistico, sebbene nelle ultime ore l’allarme sembra rientrare, grazie al varo imminente di aiuti europei e dell’Fmi. E’, infatti, evidente come la crisi di uno stato della periferia incida negativamente sulla fiducia degli altri titoli periferici.

Nel caso del Portogallo, però, la domanda è stata alta, il che potrebbe indicare che gli investitori considerino i rendimenti offerti appetibili, al netto del rischio. Con il varo degli aiuti europei, Lisbona non dovrebbe incorrere in alcun rischio di insolvenza e la situazione iniziale è certamente migliore di quella di Atene. 

Ciò spinge i mercati ad acquisire titoli lusitani, in quanto a rischio contenuto, ma con rendimenti di tutto rispetto, specie se i Bund tedeschi risultano persino in calo.

La nota positiva è, dunque, che nonostante il caso Grecia risulti essere gravissimo, al momento i mercati non hanno contagiato gli altri contesti nazionali di Eurolandia, come confermano le aste periferiche di Spagna e Portogallo e le ultime aste italiane di BoT e BTp, le quali, queste ultime, hanno registrato un calo dei rendimenti.

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