Il minerale di ferro segna nuovi record

6 giugno 2011
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L’industria siderurgica cinese continua a segnare volumi record di acciaio, anche se il mercato del minerale di ferro rimane depresso: i prezzi spot, considerata la domanda di carichi, continuano a scendere giungendo ai minimi da oltre due mesi. I principali indici impiegati come riferimento nel settore indicavano nei giorni scorsi un prezzo di circa 170 dollari per tonnellata per il minerale,

con un contenuto di ferro del 62%, un livello che non si verificava dalla fine di marzo. Questa tendenza al ribasso potrebbe attenuare anche il prezzo delle forniture contrattuali nel terzo trimestre, anche se in modo molto moderato. Secondo le previsioni, i clienti di Rio Tinto potrebbero avvantaggiarsi di un ribasso dell’1,5%, pagando 168,85 $/tonn (Fob) per le “Pilbara Blend Fines”: un prezzo ancora molto elevato, preso atto che nel trimestre in corso il minerale di ferro ha subito rincari del 20%. Molte imprese che si riforniscono dalla brasiliana Vale potrebbero al contrario non subìre alcuna riduzione, poiché la mineraria ha anticipato la possibilità di inserire una clausola contrattuale con la quale si neutralizzano le oscillazioni di prezzo inferiori al 5 per cento. La stessa Vale garantisce che la domanda cinese non è in diminuzione, nonostante i segnali di rallentamento che emergono dall’economia. Il direttore finanziario della Vale, Guilherme Cavalcanti, ha così commentato: «La Cina costruisce ogni anno l’equivalente di 22 nuove città. C’è stato un rallentamento nei consumi, in seguito alle politiche per il controllo dell’inflazione. Ma questo non sembra aver riguardato il settore dell’edilizia residenziale». Il ritmo di produzione delle acciaierie cinesi sembra dargli ragione, poiché nel mese di maggio si è verificata una progressiva accelerazione con un nuovo record storico di 1,984 milioni di tonnellate. Inoltre, nei maggiori porti cinesi le scorte del minerale di ferro continuano ad aumentare.

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