L’Ararbia Saudita annuncia aumento dell’estrazione di petrolio

8 giugno 2011
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Anche senza l’appoggio degli altri membri dell’Opec, l’Arabia Saudita è decisa ad aumentare l’estrazione di petrolio, al fine di favorire una discesa dei prezzi da livelli che rischiano di deteriorare la ripresa economica. Già dal mese di maggio la produzione di greggio saudita è aumentata di circa 200mila barili al giorno e secondo alcuni analisti nei primi giorni di giugno ci sarebbe stata un’ulteriore accelerazione.

Riad è convinta di portare la produzione dell’oro nero a 500mila bg in più questo mese, passando a 9,5-9,7 milioni di barili al giorno, il massimo da tre anni. L’Arabia Saudita ha ottenuto l’appoggio esplicito soltanto dagli storici alleati del Golfo Persico, unici produttori dotati  di “spare capacity”: il Kuwait e gli Emirati arabi uniti. Resta da convincere gli altri membri del Cartello, anche se non si prospetta come un compito facile: dall’Iran è arrivata una minima apertura, mentre l’angolano Josè Maria Botleho de Vasconcelos ha dichiarato che il prezzo del greggio, oggi intorno a 114 dollari al barile nel caso del Brent, a questo livello possa ritenersi accettabile. Un rialzo di produzione deciso dai sauditi di certo non converrebbe all’Opec a livello di immagine, soprattutto in un momento in cui rischiano di emergere forti tensioni politiche in seno all’Organizzazione.

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