La Cina diminuisce la domanda di zinco: si attende la ripresa del mercato immobiliare

9 giugno 2011
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Il mercato dello zinco sarà presto oggetto di sensibili ribassi nel breve periodo. Ciò sarà dovuto principalmente a causa del calo della domanda da parte della Cina, determinando di conseguenza un calo dei prezzi soprattutto nel paese asiatico, dove le fonderie sono intenzionate a ridurre la produzione. Gli effetti di una debole domanda si potrebbero manifestare tra giugno e agosto:

i produttori si attendono quotazioni attorno ai 17 mila yuan (2.623 dollari) per tonnellata per la vendita spot, mentre al London Metal Exchange il metallo è scambiato a 2.266 dollari/tonn., in calo del 7% dall’inizio dell’anno. Secondo gli analisti l’attuale fase di debolezza del mercato spot è connessa alla scarsa volontà da parte degli utilizzatori finali, di aumentare le giacenze. Anche le difficoltà di accesso al credito rispetto al passato, concorrono a questa situazione. Li You, analista di Minmetals Futures a Shenzen City, ha così commentato: «Da punto di vista dei fondamentali lo zinco è il “peggiore” tra i metalli di base. Le fonderie potrebbero tagliare la produzione e la domanda di minerale potrebbe ridursi». Non solo. Molte fonderie di zinco sembra stiano lavorando in perdita, poiché i prezzi del concentrato sfiorano i 13mila yuan per tonnellata. Per questo motivo, già tra aprile e maggio, i produttori hanno deciso di abbassare la produzione. La conseguenza è che oggi le riserve di zinco si sono velocemente ridotte. Ora ammontano a 1,3-1,5 milioni di tonnellate. Gli ottimisti ritengono che la domanda di metallo dovrebbe riprendere a partire da settembre, nel momento in cui scatterà l’imponente piano sviluppo immobiliare previsto dal Governo cinese.

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