Thailandia minaccia aumento del prezzo del riso

9 giugno 2011
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La Thailandia potrebbe non essere più il principale paese produttore di riso al mondo. In attesa delle prossime elezioni parlamentari di luglio, se il partito d’opposizione riuscirà a vincere, i prezzi della commodity agricola potrebbero essere raddoppiati, mentre l’export sarebbe quasi dimezzato.

Il partito politico d’opposizione, il Puea Thai, che sostiene l’ex primo ministro, Thaksin Shinawatra, ha promesso infatti ai milioni di coltivatori di riso del paese di garantire loro 15mila baht (496 dollari), anziché gli attuali 8mila baht, per ogni tonnellata di riso prodotta. Una promessa che rischia di ribaltare sia gli scenari politici interni, sia gli equilibri produttivi mondiali. Un aumento del prezzo dell’80% si ripercuoterebbe immediatamente sui prezzi all’esportazione, che arriverebbero a quota 870 dollari per tonnellata. Chookiat Ophasewongse, presidente onorario della Associazione thailandese degli esportatori di riso, ha spiegato: «Sarebbe un tracollo per l’export di riso thailandese. Le spedizioni all’estero crollerebbero a 5 milioni di tonnellate annue, perchè a questi prezzi non saremmo competitivi». La strategia del Puea Thai non dovrebbe però, almeno secondo le stime degli analisti, far scatenare una guerra dei prezzi tra i produttori. La decisione del partito Thai potrebbe però avere anche un effetto opposto: il massiccio acquisto di riso andrebbe ad incrementare le riserve della commodity agricola, mentre l’aumento dei prezzi ne renderebbe più problematica la vendita. La conseguenza sarebbe un ritardo nell’immissione del raccolto sul mercato, con pessimi effetti sulla qualità della materia prima.

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