La cessione del quinto

10 giugno 2011
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cessione del quintoI prestiti rappresentano generalmente la soluzione ottimale per quanti intendono rateizzare una spesa oppure necessitino di liquidità immediata. In genere si ricorre ai prestiti per finanziare un progetto personale oppure per affrontare con maggiore serenità le spese legate ad un imprevisto (come una visita specialistica, un acquisto importante o più semplicemente una vacanza o un viaggio).

Le soluzioni di prestito disponibili sul mercato sono diverse e consentono di ottenere piani di rimborso personalizzati, formule flessibili e opzioni di blocco rata. La principale distinzione tra i prestiti personali e prestiti finalizzati è rappresentata proprio dalla finalità del finanziamento: nel caso di finanziamenti personali, la banca erogante non richiede alcuna dichiarazione d’uso relativa all’importo concesso, mentre per i prestiti finalizzati il finanziamento è collegato all’acquisto di un bene o servizio.

I prestiti personali comprendono anche soluzioni di finanziamento tramite cessione del quinto, indubbiamente tra le formule di rimborso del debito più richieste e sicure per l’istituto erogante. La cessione del quinto prevede un piano di ammortamento con rata mensile di importo fisso, che non può superare il quinto dello stipendio netto del lavoratore che richiede il prestito.

La particolarità della cessione del quinto consiste nel fatto che il datore di lavoro è il responsabile del versamento della rata di rimborso, che viene poi trattenuta direttamente sulla busta paga del dipendente. Per questo motivo la cessione del quinto è una soluzione di prestito riservata a chi percepisce uno stipendio da lavoro dipendete o per chi gode di pensione (la trattenuta in questo caso avviene sul cedolino della pensione mensile). Possono accedere alla cessione del quinto sia dipendenti pubblici sia chi opera nel settore privato a tempo indeterminato.

Raramente è possibile ottenere prestiti mediante cessione del quinto anche con assunzioni a tempo determinato, a discrezione dell’istituto erogante: in questo caso, ovviamente, la durata del finanziamento non dovrà superare quella prevista dal contratto a termine. L’importo erogabile viene calcolato sulla base dello stipendio netto del dipendente e, in alcuni casi, anche il TFR può essere un fattore preso in considerazione per il calcolo della somma da erogare.

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