L’Europa sbarca in Cile: l’obiettivo è il litio

13 giugno 2011
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Secondo molti analisti, l’America Latina è diventata la nuova frontiera dell’industria europea. La conferma arriva dal bilancio molto positivo della missione europea in Cile, la quale si è conclusa da pochi giorni ed è stata diretta dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, che ha firmato sei accordi con il Cile. In particolare, uno di questi è inerente le materie prime, delle quali il Paese sud americano è uno dei maggior produttori del continente.

L’Unione Europea ha infatti puntano sugli approvvigionamenti di li litio, poiché si ha l’intenzione di accedere alla zona di libero scambio e successivamente alla missione di Tajani verranno migliorate le norme sull’industria estrattiva che andranno a favorire l’innovation partnership. La corsa al litio è diventata negli ultimi anni sempre più frenetica, andando a modificare le priorità di tutte le società minerarie mondiali: l’interesse è specialmente dovuto ai progetti delle case automobilistiche che adotteranno batterie, appunto al litio, più ecologiche e di lunga durata. Tajani, ricevuto dal presidente cileno Sebastian Piñera, ha affermato che l’Europa non può non mostrarsi interessata nei confronti del subcontinente, il quale sta vivendo un vero e proprio boom economico. A tal proposito, occorre segnalare che lo scorso anno gli investimenti cinesi in America Latina sono stati superiori ai 30 miliardi di dollari, guadagnando grande spazio a danno dei concorrenti. Oltre a quello sulle materie prime, gli altri accordi firmati da Tajani, il primo commissario europeo in visita dopo 15 anni di lontananza dall’America Latina, sono inerenti il settore della navigazione satellitare, l’intensificazione dei rapporti tra Pmi cilene ed europee, la standardizzazione dei prodotti, il turismo e la cooperazione industriale.

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