Metalli, cereali e caffè robusta in caduta libera

14 giugno 2011
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Il pessimismo continua ad aleggiare sui mercati delle materie prime, alimentato e aggravato dalle crescenti preoccupazioni su un possibile fallimento della Grecia e dall’allarme inflazione che il governatore della Bce, Jean Claude Trichet, in un discorso di qualche giorno fa, ha collegato esplicitamente ai rincari delle commodities.

Oltre al petrolio Wti, le vendite hanno protratto a bersagliare principalmente i metalli non ferrosi. Al London Metal Exchange a fine giornata di venerdì, i ribassi superavano in molti casi l’1%, con punte superiori nel caso di stagno (-3,7% ai minimi da dicembre) e nickel (-2,7%). In caduta libera anche i metalli preziosi ed, a differenza di venerdì, svariate materie prime agricole. Attraverso anche alle rassicurazioni del dipartimento per l’Agricoltura degli Usa sulle condizioni del raccolto futuro, il mais è arretrato dal record al Cbot. La perdita del cereale è rimasta comunque contenuta al -0,6%, mentre il frumento ha perso il 2,1%. In discesa anche il prezzo del caffè robusta (-1,6%), mentre l’arabica è salito dello 0,9%. Pressoché inalterate le quotazioni del cacao e anche quelle dello zucchero, sebbene l’allungarsi delle code nei porti brasiliani con navi pronte alla consegna.

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