L’Opec non trova l’accordo ed i prezzi sono destinati a salire

15 giugno 2011
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L’Opec non è stata in grado di raggiungere un accordo per un aumento dell’estrazione di petrolio, anche se ammette che nella seconda metà dell’anno il prezzo salirà sicuramente, se dovessero concretizzarsi forti carenze di offerta. Abdullah al Badri, il segretario generale del Cartello,

ha confessato che alla vigilia del vertice di Vienna i ministri avevano a disposizione tutte le informazioni necessarie per deliberare un intervento, con il quale si potevano raffreddare le quotazioni del greggio, quotazioni che l’Opec vorrebbe moderate. I 33 economisti che lavorano nell’ufficio studi del segretariato Opec avevano segnalato, in modo chiaro, l’urgenza di accrescere l’offerta di 2 milioni di barili al giorno nel terzo trimestre e di 1,5 mbg nel quarto. Se ciò non dovesse accadere, i prezzi saranno destinati a salire sensibilmente, anche se non così tanto da tornare ai livelli record del 2008, oltre 147 dollari al barile. al Badri non ha comunque gradito le ripetute interferenze dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), la quale anche ieri ha confermato la minaccia di utilizzare le riserve strategiche di petrolio per stemperare i prezzi, se l’Arabia Saudita non sarà in grado di mantenere la promessa di aprire i rubinetti fino a 10 mbg e oltre.

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