Sempre più Cloud Computing

20 giugno 2011
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cloud-computingUltimamente si sente spesso parlare di cloud computing, cioè la possibilità di spostare applicazioni dati e servizi dal proprio computer o dalla propria rete aziendale verso internet, delocalizzando così le risorse.  Prima della diffusione “commerciale” del termine esso veniva ricollegato perlopiù alla possibilità di distribuire dati e servizi su più server.

Per meglio render l’idea un esempio di applicazione cloud può essere Google Docs un servizio accessibile tramite browser o applicazioni specifiche. Infatti con esso potrete accedere in qualsiasi momento a un pacchetto di programmi di tipo office per lavorare sui propri documenti da quasi qualsiasi dispositivo abbia una connessione, inclusi tablet e smarthphone. Il pacchetto di applicazioni online Google inoltre salva i documenti online, quindi in presenza di una connessione a internet non sarà necessario avere con sé un supporto fisico come ad esempio una chiavetta USB per accedere ai file creati o modificati con esso.

Sempre in casa Google è da segnalare Chromebook, che consiste in un sistema operativo installato su piattaforme hardware specifiche che lavora in completa sinergia con la “nuvola”, garantendo l’accesso ai propri dati ovunque e in qualsiasi momento, anche in caso il computer vada smarrito o irrimediabilmente danneggiato.

Fino ad ora abbiamo parlato di soluzioni dedicate perlopiù al singolo utente, ma anche per le aziende il cloud computing si può rivelare una risorsa preziosa, basti pensare a tutti i vantaggi di esternalizzare la gestione dei propri applicativi o delle proprie “infrastrutture” telematiche, risparmiandosia sulle macchine che sul personale IT . Infatti attraverso Internet e il Web attualmente sono disponibili servizi che permettono di ridurre i costi e pagare solo l’effettivo utilizzo. Queste soluzioni vanno dai sistemi per la gestine dei clienti CRM fino ai pacchetti completi per la gestione contabile e la comunicazione aziendale interna.

Quali sono i rischi del trasferire la proprie risorse informatiche in remoto ?

Sicuramente non avere fisicamente vicino a sé risorse ormai fondamentali per qualsiasi attività da un certo senso di insicurezza, comunque pare si possa stare tranquilli, solitamente i dati salvati online vengono replicati in diversi data center e la sicurezza degli stessi è a carico del fornitore dei servizio. I rischi maggiori attualmente sembrano collegati alla connettività e comunque anche essi tenderanno sicuramente con il tempo a scomparire.

Quando si pensa alla sicurezza di questi sistemi va considerato che la stessa infrastruttura tipica del cloud computing consente di accedere a uno stesso servizio tramite server dislocati anche a grande distanza, rendendo così possibile mantenere attivi i servizi anche in caso di problemi localizzati. D’altro canto non è un segreto che la stessa rete internet in principio fu strutturata proprio per garantire le comunicazioni anche in caso di attacco militare che compromettesse un itera zona.

Ancora oggi l’esternalizzazione di risorse informatiche è criticata da alcuni che la trovano un ingegnoso modo di fare marketing che passerà come se fosse una qualsiasi moda. Probabilmente il mercato non la pensa così dato l’aumentare degli investimenti nel settore durante gli ultimi anni.

Il consiglio è sempre quello di valutare al meglio i pro e i contro di tutte le soluzioni disponibili per compiere una determinata attività e se si intende investire in questo settore è buona cosa documentarsi anche considerando che le tecnologie informatiche sono spesso assediate da forme di speculazione che si possono concludere in modo rovinoso, creando bollo che al loro scoppio fanno parecchi danni.

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