Calo dell’1% dei costi delle commodities per le imprese manifatturiere italiane

20 giugno 2011
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L’indice Prometeia mette in evidenza un calo dell’1%, relativo al mese di maggio, dei costi delle commodities per le imprese manifatturiere italiane: un risultato al quale ha contribuito in gran parte il ribasso del Brent (-7% rispetto ad aprile), che ha abbondantemente equilibrato la lieve svalutazione dell’euro sul dollaro. Su base mensile l’indice è arretrato nella stessa misura (-1%) per tutti i comparti.

Le uniche eccezioni riguardano la filiera legno e carta, la quale ha ottenuto un rialzo del 3%, in relazione soprattutto alle quotazioni del legname tropicale (+6,6%), oltre che ai rincari di conifere (+3,7%) e pasta per carta (+4,3%). Le imprese meccaniche sono state favorite dalla tendenza ribassista del rame (-4,3%) e dalla contrazione dei prezzi di alluminio e acciai piani, calati rispettivamente dell’1,7 e dell’1 per cento. In controtendenza, al contrario, i corsi delle materie plastiche che hanno subito sensibili apprezzamenti di poco più del 2 per cento. La chimica ha beneficiato di un ribasso molto rilevante della Virgin Nafta (-5%), il quale è andato a compensare il +0,6% degli organici di base, rinforzati principalmente dai movimenti sfavorevoli del cambio. Nel comparto moda il cotone ha avuto un’ulteriore importante correzione (-20%). I ribassi hanno riguardato anche le fibre sintetiche (-0,4%) e le pelli (-3,3%), mentre i prezzi in euro della lana sono aumentati dello 0,6 per cento. Nel comparto alimentare, infine, è stata particolarmente favorevole l’evoluzione dei prezzi dei coloniali (-4,7%). Stessa sorte anche per i cereali con un calo dell’1,1%, mentre si sono verificati rincari per le materie prime destinate al packaging, come cellulosa e materie plastiche. I settori maggiormente esposti alla variabilità dei prezzi internazionali delle materie prime in maggio sono stati moda, alimentare e meccanica.

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