Dopo Standard&Poor’s, anche Moody’s osserva l’Italia

21 giugno 2011
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Moody’s continua le sue osservazioni sull’Italia: dopo aver avvertito il nostro paese di un probabile taglio del rating del debito italiano, l’agenzia ha messo sotto la lente d’ingrandimento le principali società partecipate come Enel, Eni, Finmeccanica, Poste e Terna, nonché 23 tra città, province, regioni ed enti. A rischio downgrade, secondo Moody’s, sono le province autonome di Trento e Bolzano, la Basilicata, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Lombardia, le Marche, la Sicilia, la Toscana, l’Umbria e il Veneto;

le province di Arezzo, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Torino; le città di Bologna, Firenze, Milano, Siena, Venezia; la Cassa del Trentino e Finlombarda. Per quanto riguarda le società partecipate, i rating odierni sono A2 per Enel, Aa3 per Eni, A3 per Finmeccanica, Aa2 per Poste e A2 per Terna. La valutazione Moody’s si concentra sui singoli profili di liquidità e sull’esposizione al contesto macroeconomico italiano. Già il mese scorso, la seconda agenzia internazionale, Standard&Poor’s, aveva ridotto da stabile a negativo l’outlook sul debito dell’Italia, evidenziando le attuali deboli prospettive di crescita e l’ambiguo impegno politico per realizzare riforme che incoraggino la produttività. Di sviluppo ha parlato anche Moody’s, la quale ha sottolineato che: ” la revisione del rating si concentrerà soprattutto sulle prospettive di crescita per l’economia italiana nei prossimi anni, ed in particolare sulla rimozione di importanti e strutturali colli di bottiglia che possono frenare la ripresa economica nel medio termine”. Nel caso in cui dovesse verificarsi un taglio, sarebbe il primo per l’Italia da parte di Moody’s da oltre quindici anni.

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