Aumenti al management senza regole

22 giugno 2011
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Che i manager non fossero i meno pagati lo si sapeva da tempo com’è anche di dominio pubblico il fatto che le alte gerarchie economiche rinunciano poco e malincuore a degli stipendi davvero alle stelle. In più, stando alle ultime ricerche, non è nemmeno chiaro come siano gestiti gli aumenti nelle retribuzioni dei top manager. Il direttore generale di Bakitalia Fabrizio Saccomanni, per esempio, dichiara ai microfoni dell’Adnkronos: “E’ evidente la difficoltà di individuare corretti e trasparenti criteri di correlazione tra la performance aziendale e le remunerazioni”.

Sempre il direttore di Bankitalia, in una recente ricerca, spiega che nelle società di grandi dimensioni, “gli incrementi nei compensi corrisposti al top management sono nell’ordine del 20%. Non sempre tali aumenti sembrano giustificati dai risultati economici”.

E’ chiaro che gli scatti nei compensi, anche a livello manageriale, sono un incentivo all’incremento della competitività e della gestione ottimale delle società ma il meccaniscmo degli aumenti non è gestito con una formul palese, così che a farne le spese è sempre il fatturato delle società. “Se da un lato i sistemi retributivi tendono ad attrarre e mantenere nell’azienda i soggetti dotati delle migliori capacità professionali, spiega Saccomanni, dall’altro gli stessi non devono essere in contrasto con gli obiettivi aziendali e le strategie di lungo periodo“.

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