Secondo la FED la ripresa economica è più lenta del previsto

23 giugno 2011
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L’economia statunitense continua a crescere ad un passo moderato, anche se più lenta del previsto. E’ quanto emerge dal rapporto del Fomc, il comitato di politica monetaria della Fed, secondo il quale comunque “il rallentamento della ripresa riflette in parte fattori che sembrano essere temporanei”.

Tra questi fattori, il Fomc inserisce gli effetti depressivi sulla spesa e sul potere d’acquisto degli alti prezzi del cibo e dell’energia e le distorsioni nella catena distributive legate ai tragici eventi del Giappone. Inoltre, per la Fed a pesare sono anche gli indici del mercato del lavoro, mentre continuano ad ingrandirsi la spesa dei risparmiatori e gli investimenti delle imprese. Rimangono poi deboli gli investimenti in strutture non residenziali ed il comparto immobiliare. L’inflazione è aumentata negli ultimi mesi, quest’ultima generata dai prezzi cresciuti di alcune materie prime e beni importati, ma nel lungo periodo le aspettative restano stabili. La Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi d’interesse tra zero e 0,25%. La Fed conferma che terminerà a fine giugno il programma di acquisto di bond per 600 miliardi di dollari e che continuerà a reinvestire i profitti dei titoli che controlla, aggiustando la composizione del suo portafoglio titoli. Inoltre la Fed fa sapere che il tasso di disoccupazione resta elevato, ma calerà gradualmente. Ben Bernanke, presidente della Fed ha spiegato: “La lentezza della ripresa economica è frustrante, alcuni elementi di rallentamento appaiono temporanei, altri destinati a durare. Probabilmente ci sono venti contrari più forti di quanto pensassimo. La situazione in Grecia è difficile, siamo in contatto con l’Europa. Il fallire nel risolvere il caso della Grecia porterebbe instabilità: la Grecia è una minaccia potenziale per il sistema finanziario mondiale, ha concluso, sottolineando che questo metterebbe a rischio il sistema europeo”.

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