Vacanze amare, parola di Confesercenti

25 giugno 2011
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La Confesercenti inizia la sua consueta indagine sulle vacanze estive con un sondaggio: “se le regalassero un viaggio a Lampedusa, lei c’andrebbe?”. Ebbene, a quanto pare hanno risposto affermativamente il 49% degli intervistati che guardano con solidarietà all’isola da mesi al centro dei problemi italiani con l’immigrazione. A questa percentuale si aggiunge un buon 22% che accetterebbe il regalo ma con un pizzico di preoccupazione per la situazione di Lampedusa. Un connazionale su tre, però, ha risposto “no grazie”.

Al di là di questo sondaggio, la Confesercenti annuncia che soltanto 2 italiani su 10 faranno le valigie quest’anno per staccare la spina e lo faranno scegliendo soluzioni al risparmio, magari visitando la casa in montagna o al mare, oppure restando a due passi dalla propria città. In pratica anche il mercato del tempo libero mostra gli effetti della crisi: alle ferie non si rinuncia, ma alle vacanze sì.

A livello geografico i più mobili sono gli abitanti del centro, meno interessati al relax i meridionali. E perché si rinuncia alle vacanze? Va da sé che il primo motivo addotto è la mancanza di un reddito disponibile. Le altre “scuse” sono nell’assenza della solita comitiva delle vacanze, nella preoccupazione per la sicurezza (soprattutto in chi aveva intenzione di andare all’estero) o per la crisi economica. Meno sentito l’allarme per i disastri naturali, nonostante il terremoto giapponese sia ancora fresco nella memoria.

Come ci si consola? Con una buona mangiata: gli italiani spenderanno i pochi risparmi per andare al ristorante, oppure investiranno nell’acquisto di tv e computer portatili. Il che vuol dire che si conferma la tendenza degli ultimi anni a prediligere la vacanza enogastronomica, al ritorno alla teledipendenza e l’incapacità di prendere le distanze dal computer.

 

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