La Sardegna conferma il suo no contro la privatizzazione della Tirrenia

27 giugno 2011
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La Regione Sardegna conferma il suo no contro la privatizzazione della Tirrenia, se non le  verrà consentito di partecipare al processo che vede la cordata di armatori della Cin (Compagnia italiana di navigazione) l’unica in corsa per l’acquisizione della società marittima. A confermare la posizione della Regione Sardegna è l’assessore dei Trasporti Christian Solinas.

Secondo la Regione infatti, le compagnie private mettono i bastoni fra le ruote all’operazione che vede in campo la Saremar, società controllata dalla Regione sarda, e minacciano di bloccare la privatizzazione. Il governatore Cappellacci da per sicura l’impugnazione se la Sardegna non sarà parte attiva nella vendita e acquisizione della Tirrenia. Citando l’articolo 14 dello Statuto sardo, che è legge costituzionale precisa Solinas, “la compagnia o una sua parte sarebbe dovuta passare alla Regione. La flotta sarda e’ solo un passaggio, un punto di partenza e non di arrivo. L’orizzonte vero si chiama Tirrenia, con il suo patrimonio di naviglio e i contributi destinati al servizio pubblico: 72 milioni per otto anni”. Sempre secondo l’assessore, “e’ lo Stato ad aver sbagliato: prima di avviare qualsiasi procedura avrebbe dovuto coinvolgere la Sardegna nelle scelte”. Di qui l’annuncio ufficiale del ricorso. “Se la Regione non sarà ascoltata procederemo di sicuro. Ma siamo convinti che la prima spallata arriverà dall’Authority per la concorrenza che indaga sul cartello fra gli armatori. Sulla partita Tirrenia vogliamo raggiungere un’intesa: abbiamo il diritto di confrontarci alla pari con lo Stato e gli armatori che vorranno discutere seriamente, senza ricatti, della vertenza”.

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