Riforma del fisco, atto primo

27 giugno 2011
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Il primo luglio parte la mini-rivoluzione in materia fiscale che dovrebbe spianare la strada alla riforma tributaria attesa sul finire della stagione. In pratica dall’inizio del prossimo mese diventa “legge” l’accertamento esecutivo, una misura, pare, studiata per combattere l’evasione fiscale. In pratica il Fisco non dovrà più usare necessariamente le cartelle di pagamento per i contribuenti insolventi, al fine di recuperare le somme evase in dichiarazione. Al contrario dopo 60 giorni dall’invio di questi documenti, può già procedere alla riscossione. Inoltre, dopo un mese, quindi prima che il fisco sia “autorizzato a procedere”, può intervenire Equitalia per l’esecuzione forzata. Come possono “difendersi” i cittadini, se poi di difesa si parla? Soltanto congelando i pagamento per 120 giorni.

Chiaramente il fisco ha per le mani altri strumenti efficaci per la lotta all’evasione che negli anni passati non ha potuto spendere: lo spesometro per esempio, efficace nel contrasto delle frodi IVA perché in grado di calcolare lo scarto tra redditi dichiarati e spese fatte. Dopodiché dovrà essere approvato e messo in esercizio il nuovo redditometro e il gioco sembra fatto. Ecco come chiosa Il Sole 24 Ore sull’argomento:

Venerdì sarà anche una deadline: la data ultima in cui ottenere o acquisire il possesso di partecipazioni (di società non quotate in mercati regolamentati) e terreni per sfruttare la nuova opportunità di rivalutazione. Poi per la perizia che ne attesta il valore e per versare l’imposta dovuta ci sarà un anno di tempo. Ma questa è tutta un’altra storia.

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