Gli stipendi crescono meno dell’inflazione

28 giugno 2011
Di

Il salario degli italiani nel mese di maggio subisce una nuova battuta d’arresto, restando fermo rispetto ad aprile. Una situazione che si riflette anche su base annua, con le retribuzioni che in 12 mesi crescono solo dell’1,8%, un aumento troppo debole per agganciare l’inflazione, salita nello stesso mese al 2,6%.

Una forbice così ampia tra l’andamento degli stipendi e quello del caro vita che non si vedeva da oltre tre anni. Sono 4,5 milioni i dipendenti che attendono il rinnovo del contratto. Il fronte retribuzioni resta, quindi, fermo e così da nove mesi i salari non riescono a superare l’inflazione. L’aumento medio, tuttavia, contiene le forti oscillazioni che si rilevano passando da un settore all’altro. Si va dai netti rialzi annui censiti da tessile (4,1%) e militari-difesa (4,0%), ai modesti aumenti di ministeri, scuola, regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale (+0,3% in tutti e quattro i casi). Guardando al futuro, l’Istat prevede che l’indice delle retribuzioni proiettato per tutto l’anno registrerebbe nel 2011 un aumento dell’1,8%. Tutto dipende dall’attività contrattuale. A maggio si contano 36 accordi scaduti, corrispondenti a 4,5 milioni di dipendenti, il 34,7% del totale. Prosegue, invece, l’attesa per il rinnovo: chi ha l’accordo scaduto deve attendere in media 17,1 mesi. Sul dato pesano i contratti scaduti degli statali.

Tag: , ,

Lascia un commento



Letture