Moody’s declassa il Portogallo: rischia di finire come la Grecia

6 luglio 2011
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Il “contagio” della crisi greca ha investito ieri il Portogallo, quest’ultimo declassato da Moody’s di quattro gradini dalla “Baa1” (equivalente alla BBB+) alla “Ba2” (BB), precipitando nella triste categoria dei rating speculativi, conosciuti sotto il nome di junk o spazzatura.

Per Moody’s il Portogallo rischia di vivere la stessa situazione della Grecia, ossia non sarà capace di accedere al mercato dei capitali a tassi “sostenibili” nella seconda metà del 2013 e potrà rispettare il piano di consolidamento dei conti pubblici. Per questo motivo, molti pensano che il paese lusitano sarà costretto a chiedere un secondo salvataggio che, come per la Grecia, verrà subordinato dai partner europei alla partecipazione dei creditori privati con ripartizione delle perdite. Un due parole, il Portogallo è a rischio di debt default e distressed exchange. La reazione dei mercati è stata immediata: l’euro ha toccato il minimo della giornata contro dollaro a 1,44 e lo spread tra i BTp e i Bund decennali si è ampliato fino a oltrepassare la barriera psicologica dei 200 centesimi, portandosi a quota 202. Da Moody’s parole dure: «Non riusciranno a centrare il target del deficit/Pil al 3% nel 2013 dal 9,1% dello scorso anno», un obiettivo nel pacchetto di aiuti Ue-Fmi. I tagli alla spesa pubblica sono irrealizzabili per sanità, finanza locale ed enti pubblici, sempre secondo Moody’s. In questo contesto, il Portogallo dovrà chiedre sostegno all’Eurogruppo ed al Fondo: ieri il ministro delle Finanze portoghese ha sostenuto che Moody’s non conosce la tassa sul reddito straordinaria ed il Governo ha comunicato di aver soppresso la golden share in tre aziende pubbliche: Galp Energia, Edp e Portugal Telecom.

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