FMI: l’Italia è sulla strada giusta nel risanamento dei conti

13 luglio 2011
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Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha promosso l’impegno dell’Italia, quest’ultima impegnata nella riduzione del deficit sotto il 3% nel 2012 e vicino alle zero nel 2014. Oltre alla promozione, però, c’è anche un caloroso invito ad andare avanti con il «risanamento di bilancio per ridurre l’elevato debito pubblico, mantenere stabile il settore finanziario, rafforzare il potenziale di crescita con riforme strutturali.

L’intenzione del Governo di intraprendere un’ampia revisione delle spese pubbliche è incoraggiante; riforme importanti del sistema pensionistico sono già state attuate e c’è «spazio per ulteriori misure per generare risparmi». Il Fondo considera l’Italia ancora vulnerabile alle turbolenze del mercato e non è immune a possibili contagi della crisi del debito nella periferia dell’area euro a causa del suo elevato debito pubblico e della crescita debole. Gli unici punti di forza sono i solidi bilanci delle famiglie, l’assenza di bolle immobiliari e gli alti risparmi privati. A destare maggiore preoccupazione  è la una crescita economica modesta spinta dalle esportazioni, la quale deve essere  rafforzata con riforme che risolvano la bassa produttività, l’inefficiente settore pubblico e il divario fra il nord e il sud. Le previsioni del Fmi indicano per il 2011 una crescita del Pil dell’1%, con un deficit al 4,1% e un debito pubblico al 120,6%. Nel 2010 la crescita è stata dell’1,3% contro l’1,7% medio dell’area euro e il trend è continuato nella primo trimestre 2011. Il deficit pubblico è sceso dal 5,3% del 2009 al 4,5% del 2010, ben al di sotto del target del 5%, grazie a una buona performance delle entrate e contenute spese di bilancio e il trend positivo di bilancio è continuato nei primi mesi del 2011. Infine, il Fondo afferma che la qualità degli asset delle banche italiane è notevolmente peggiorata negli ultimi due anni con il rallentamento economico, che la redditività sarà fiaccata dai crescenti costi di finanziamento, ma che la ricapitalizzazione in corso da 12 miliardi di euro le sta rafforzando.

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