Chario: il made in Italy che contrasta l’Asia

14 luglio 2011
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Nonostante un’economia produttiva controllata dall’Estremo Oriente, aziende Chario, specializzata nella produzione di diffusori acustici, riesce a resistere sui mercati internazionali. La Chario, con un fatturato 2010 di 3,8 milioni di euro (+10% sul 2009), conserva e conquista importanti fette di mercato: il 25% è stato venduto in Italia, un 30% in Europa, ben il 40% in Asia e un 5% in Nord America.

A breve verrà infatti lanciata sul mercato la nuova serie di diffusori Syntar , ossia altoparlanti e mobili destinati all’utilizzo home theater, come il diffusore per il canale centrale e i subwoofer attivi. I modelli da scaffale sono quattro per la versione base, con prezzi che partono da 539 euro la coppia per il modello 513. Nella versione R sono invece tre, con prezzi a partire da 899 euro la coppia per il modello 516R. Ampia scelta anche per i corposi modelli da pavimento, con prezzi che partono dai 1349 euro la coppia per il modello 530 fino ad arrivare ai 2099 euro la coppia per il prestigioso modello 533R. Gli altoparlanti sono in comune per tutta la serie, con la caratteristica colorazione argento delle membrane: un tweeter a cupola da 27 mm per le alte frequenze, vari woofer per le basse e medie frequenze in composito polimerico a doppia curvatura e subwoofer in cellulosa. Tutti i nuovi diffusori hanno l’accordo reflex sul lato inferiore per semplificare la collocazione in ambiente, mentre l’impedenza di carico è fissata a 4 ohm come da tradizione Chario: un fattore che impone di scegliere l’abbinamento con amplificatori di buon livello; quelli consigliati sono a partire da 40 watt Rms. Tutto merito dei due fondatori della Chario Carlo Vicenzetto e Mario Murace, i quali hanno saputo superare molte difficoltà e non hanno dimenticato i loro inizi in una cantina milanese. Quando il made in Italy vince perché ci crediamo.

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