L’ombra del licenziamento in casa Cisco per 10mila addetti

16 luglio 2011
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Il calo delle vendite degli apparati di rete, la conseguente riduzione del giro d’affari del core business e la necessità di dare continuità alla crescita degli utili stanno mettendo in condizione la Cisco Systems di mettere mano alla forbice per ridimensionare del 14% della propria forza lavoro complessiva.

Un taglio, stando a quanto riportano vari siti americani riferendo fonti vicine alla società californiana, ammonterebbe a circa 10mila addetti, 7mila dei quali in procinto di essere licenziati entro fine agosto ed i restanti 3mila oggetto di dimissioni incentivate (e cioè un pacchetto che comprenderebbe un anno di stipendio e relativi benefit sanitari). Una situazione questa che avrebbe indotto il Ceo John Chambers a predisporre una ristrutturazione alquanto robusta, in un momento non proprio brillante per la compagnia di San Josè. In particolare, Cisco è in difficoltà nel campo degli switch e dei router, ossia il settore che porta nelle casse della compagnia oltre il 50% del fatturato. La concorrenza delle altre big del networking, come Juniper Networks e Hewlett-Packard, si è fatta notevolmente sentire negli ultimi mesi e tale conferma arriva dai dati relativi al primo trimestre 2011 raccolti da Dell’Oro Group: negli switch Cisco si è confermata regina con il 68,5% di market share, anche se ha visto ridursi la propria quota in termini di fatturato del 5,8% mentre nei router, dove il produttore ha rastrellato il 54,2% della torta in valore, la flessione è stata del 6,4%. Tutto ciò induce la Cisco ad intervenire in modo sostanziale per non affossare ricavi e soprattutto margini di profitto. La ricetta? Tagli dei posti di lavoro.

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