Intesa SanPaolo e sindacati non trovano l’accordo: 8.000 dipendenti in eccesso

21 luglio 2011
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Intesa SanPaolo ed i sindacati non sono stati in grado di l’accordo per il nuovo piano d’impresa del gruppo bancario. Questa è la lettera inviata dall’istituto a tutte le categorie di rappresentanza: «Intesa SanPaolo si vede costretta a prendere atto della situazione come venutasi oggi a determinare ed a notificare alle organizzazioni sindacali che la procedura deve considerarsi conclusa purtroppo, senza accordo tra le parti».

Dopo la presentazione del piano d’impresa triennale di fine maggio, Intesa SanPaolo ha iniziato una procedura sindacale indispensabile a governare le ricadute del piano stesso, con lo scopo di tagliare il costo del lavoro. In cifre, i lavoratori eccedenti secondo la banca sono circa 10.000, anche se la procedura è stata aperta per 8.000 dipendenti. Di questi, 3.000 sono uscite da compiere nel corso del triennio, mentre 5.000 sono riconversioni di amministrativi in attività commerciali. Tra giugno e luglio ci sono stati diversi confronti con i sindacati che però hanno portato alla disapprovazione della bozza di accordo quadro presentata dalla banca. Nello specifico, spiega l’istituto bancario, nel corso dell’ultimo incontro «non è stato possibile raggiungere alcuna positiva convergenza» e per questo la procedura è stata chiusa. Adesso, conclude ancora la banca, il gruppo dovrà avviare «le procedure necessarie per l’imprescindibile obiettivo di contenimento del costo del lavoro previsto dal piano d’impresa in atto, che il gruppo intende assolutamente e coerentemente perseguire».

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