Gli effetti del piano salva-Grecia sui portafogli dei risparmiatori

22 luglio 2011
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All’indomani dell’approvazione del piano salva-Grecia, si sta assistendo ai positivi effetti per i piccoli risparmiatori e per gli investitori sui mercati europei. Le opinioni degli addetti ai lavori sono improntate alla prudenza, poiché c’è chi non esclude che altri Paesi europei saranno costretti in futuro a dover ristrutturare il proprio debito o che altri possano essere contagiati dalla crisi greca.

Inoltre, molti puntano il dito sulla crisi Usa: il presidente Obama e i repubblicani sono impegnati in una trattativa, il cui esito positivo non è assicurato. In ogni caso, l’accordo di ieri qualche elemento di certezza l’ha dato: in primo luogo sulle valute. Infatti, il rimbalzo registrato ieri dall’euro sul dollaro potrebbe rappresentare un’inversione di tendenza, poiché la valuta americana più debole favorirebbe le esportazioni Usa e quindi l’economia a stelle e strisce, l’unica in grado di fare da traino anche all’Europa. Un’altra certezza per il popolo dei risparmiatori è inerente i prodotti finanziari che verranno loro proposti: sono in molti a scommettere che le esigenze patrimoniali delle banche europee, ed italiane in particolare, premeranno al collocamento allo sportello di molti bond bancari o altri strumenti di risparmio gestito come le polizze Vita. Ma la vera lezione della recente crisi sui titoli sovrani europei riguarda la rimodulazione del rischio: molti operatori evidenziano che nell’epoca post-Lehman, appare inappropriato affidare il ruolo protettivo del capitale alle obbligazioni ed alle azioni una funzione più aggressiva. I portafogli necessariamente devono gestire più rischio e diventano di conseguenza più articolati.

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