Rialzo per l’oro, nonstante l’ombra della bolla speculativa

22 luglio 2011
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Anche se si dovesse verificare una bolla speculativa o meno, l’oro non conosce crisi. Negli ultimi giorni il metallo giallo ha riaggiornato il suo record, attestandosi a 1.579 dollari l’oncia a Londra. Questa risultato è stato possibile grazie ai mercati azionari e obbligazionari molto volatili e da uno scenario macroeconomico più che complesso.

La corsa avanza nonostante il recente rafforzamento del dollaro (la valuta con la quale sono quotate i listini auriferi). Gli analisti sono convinti che il rialzo non sia ancora giunto al termine. Secondo Bank of America-Merrill Lynch la pressione spingerà in alto i prezzi per i prossimi dieci anni. Barclays stima una forbice di 1.600-1.650 dollari l’oncia per il secondo semestre di quest’anno. Molte banche centrali stanno ampliando gli acquisti per rinforzare le loro riserve aurifere. Nel frattempo gli acquisti esplodono anche nei Paesi emergenti, soprattutto in Cina e India, le cui nascenti classi medie borghesie vedono l’oro come un insostituibile mezzo di legittimazione sociale, oltre che di investimento. Le notizie di dati congiunturali e le incertezze sui debiti sovrani fanno riflettere che la stretta monetaria è destinata ad essere posticipata: le prospettive per l’oro sono positive, come spiega Claudio Colacurcio, senior economist di Prometeia.

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