Erg pensa alle energie rinnavabili per rilanciarsi sul mercato

25 luglio 2011
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La famiglia Garrone e la Erg, a Genova, sono sinonimo di petrolio e raffinazione. Negli ultimi anni, però, lo scenario è cambiato: nel momento in cui, cioè, la raffinazione del greggio in gasoli e benzine ha margini non proprio positivi. A causa di tale contesto, i Garrone si sono convinti a sostenere piani di diversificazione del business.

Prima di tutto, sulla produzione e vendita di energia termoelettrica: è la divisione Power & Gas che, nel primo trimestre 2011, ha generato un Mol di 65 milioni. In secondo luogo, c’è il rafforzamento del downstream integrato. L’alleanza con la Total ha creato una rete di 3.300 distributori (il 12% del mercato in Italia) che ha trasformato la joint franco-genovese (cui deve aggiungersi anche il network proprietario in Sicilia) nel terzo attore di riferimento in Italia. L’obiettivo è dunque rimanere tra i primi top-player, sfruttando l’opportunità di shopping di piccoli operatori e, contemporaneamente, utilizzare le sinergie dell’intesa, contabilizzate tra il 2012 e 2013 in circa 20-25 milioni di Mol per Erg. Infine, i Garrone puntano sulle energie rinnovabili, in particolare l’eolico. Due sono i passaggi fondamentali: il primo la realizzazione di una joint venture paritetica con Lukoil, al fine di espandersi nell’Est Europa e in Russia. Il secondo il delisting di Erg Renew: un gesto diretto ad avere maggiore libertà (oltre a una maggiore flessibilità finanziaria), per sviluppare il comparto. Per quanto riguarda la raffinazione, in particolare quella costiera, c’è il nodo della put sull’impianto di Priolo. Il gruppo può decidere di ridurre ancora la sua quota nello stabilimento, anche se al momento nulla è stato deciso.

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