Il paradosso del settore ortofrutticolo: eccessiva produzione e prezzi alle stelle

25 luglio 2011
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Il settore ortofrutticolo italiano sta affrontando una delle crisi più profonde e paradossali degli ultimi decenni: l’eccessiva quantità di frutta prodotta, psicosi da batterio E.coli, il crollo dei prezzi al campo e l’impennata di quelli in negozi e supermercati, con rincari fino al 630% rispetto a quanto costa nelle cascine.

Mentre centinaia di migliaia di aziende hanno chiuso la loro attività e altrettante rischiano la stessa sorte, le famiglie abbassano sensibilmente i consumi di frutta e verdura. Per la Coldiretti «gli acquisti di frutta e verdura negli ultimi dieci anni sono passati da 450 Kg annui per famiglia agli attuali 350, con una riduzione del 22%. E il calo continua anche nel 2011: i consumi sono diminuiti del 9% nel primo trimestre. La causa va ricercata nella moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola, che ha reso più cari gli acquisti, ma anche fatto crollare il mercato degli agricoltori». Negli ultimi 15 anni sono state tolte quasi la metà delle coltivazioni di pesche, è scomparso il 39% delle aziende con orto e il 22% di quelle con albero. In questo contesto, la frustrazione conduce gli agricoltori a gesti eclatanti. Qualche giorno fa, davanti alla prefettura di Lecce, hanno distribuito a passanti e turisti migliaia di fette d’anguria del Salento, mentre in piazza San Carlo a Torino, hanno regalato 10 mila chili di pesche piemontesi ai centri d’accoglienza.

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