Finmeccanica: Lorenzo Cola, le false fatturazioni e l’acquisizione di DRS

26 luglio 2011
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Lorenzo Cola, il consulente di Finmeccanica, collaborando con i magistrati, mette nei guai il presidente Pierfrancesco Guarguaglini. Il pm Ielo accusa l’ex amministratore delegato di Finmeccanica di false fatturazioni inerenti all’ inchiesta sugli affari condotti dalla holding specializzata in sistemi di difesa ed in particolare nell’ acquisizione della società americana Drs.

Il medesimo reato viene contestato al responsabile delle relazioni esterne Lorenzo Borgogni e al commercialista Marco Iannilli, oltre che allo stesso Cola il quale nei mesi scorsi aveva già patteggiato una condanna a 3 anni e 4 mesi per il riciclaggio dei soldi ottenuti con l’ operazione Digint. Il rapporto di lavoro tra Cola e Finmeccanica inizia proprio con Drs. Al consulente, dimostrandosi spregiudicato e ben introdotto negli Stati Uniti, Guarguaglini assegna il compito di fare da mediatore per l’ acquisto dell’ azienda e sorpassare le resistenze dei manager e di alcuni politici americani, contrari o quantomeno restii all’acquisizione di Drs da parte di Finmeccanica. Cola conclude l’operazione ed ottiene una consistente provvigione. Quel denaro, però, ammette adesso, gli fu consegnato in parte in nero. Cola racconta nel verbale che : «Guarguaglini mi disse che una parte sarebbe stata fatturata, mentre il restante mi sarebbe stato dato attraverso false fatturazioni sugli appalti che Selex concedeva alla Print Sistem dell’ imprenditore Tommaso di Lernia». Questo è il sistema che Ielo ben conosce poiché rappresenta il centro della sua indagine e soprattutto perché lo stesso Di Lernia, in seguito all’arresto, ha dovuto descriverlo nei dettagli. Stiamo parlando degli appalti dell’ Enav affidati alla Selex e poi «girati» a società riconducibili allo stesso Cola e Di Lernia. Nell’ ordinanza di custodia firmata nei confronti di entrambi la scorsa primavera, il giudice sottolinea «la creazione di fondi neri accantonando i compensi previsti per le commesse che però non venivano rispettate, pur dichiarando che i lavori erano stati eseguiti». Nei mesi scorsi era stata indagata la moglie di Guarguaglini, l’ingegner Marina Grossi, amministratore delegato di Selex.

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