L’Italia è prima in Europa nel settore dell’agricoltura biologica

27 luglio 2011
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L’Italia primeggia in Europa nel settore dell’agricoltura biologica. Stando ad una prima analisi dei dati forniti al ministero delle Politiche agricole dagli Organismi di controllo attivi al 31 dicembre 2010, il numero degli operatori è calato a 47.663, a fronte dei 48.509 censiti alla fine del 2009, anche se a questo calo fa riscontro un aumento degli agricoltori che esercitano sia la produzione e la vendita al dettaglio, sia coloro che producono e trasformano.

Tutto questo conferma una sempre maggiore specializzazione e professionalità di chi lavora e sceglie la filiera «bio». Aumenta anche la superficie coltivata, in stadio di conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica: si è passati da  1.106.684 nel 2009, a 1.113.742 ettari nel 2010. Le principali colture sono cereali, come grano, mais e riso, prati foraggeri, pascoli e oliveti, mentre le produzioni animali registrano un aumento generalizzato per tutti gli allevamenti, dai bovini, ai suini, a quelli avicoli e ovi-caprini. A livello regionale, la Sicilia conserva il primo posto per numero di aziende agricole biologiche, seguita dalla Calabria. Per quanto concerne le aziende di trasformazione, al primo posto troviamo l’Emilia Romagna, seguita da Veneto e Lombardia. Un settore in continua evoluzione, dunque, evidenziato anche dal raffronto tra i dati del Sinab e del Censimento dell’agricoltura, diffusi nei giorni scorsi. Inoltre, in base alle rilevazioni Ismea, il mercato del biologico nel primo quadrimestre del 2011 è cresciuto dell’11,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

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