Settore lattiero-caseario: a Bruxelles accolte le richieste italiane

27 luglio 2011
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L’Italia vince il primo round nella partita che si sta giocando a Bruxelles sulle misure anticrisi per il settore lattiero-caseario. Pochi giorni fa è giunto il via libera del Parlamento europeo al «pacchetto latte», con il quale si recepiscono integralmente le richieste italiane: contrattazione obbligatoria, aumento del potere negoziale delle organizzazioni dei produttori e via libera alla possibilità di programmare l’offerta per i formaggi Dop.

In particolare, su quest’ultimo punto si condensavano le maggiori resistenze da parte dei Paesi nordeuropei, i quali comunque sono pronti a dare ancora battaglia in Consiglio dei ministri Ue. Aspettando il secondo round, le cooperative lattiero-casearie dei 27 Stati membri, rappresentate dal Copa-Cogeca, si sono incontrate giovedì a Bruxelles per chiedere che «le nuove norme in materia contrattualistica non creino confusione o limitazioni all’attività delle cooperative, che sono da considerare le vere organizzazioni dei produttori (Op), in quanto organizzano non solo i produttori ma anche il loro prodotto». Nello specifico il riferimento è inerente la norma che presume la possibilità per le Op di contrattare il prezzo per conto dei propri soci, fino a un massimo del 33% del mercato nazionale. Ulteriore elemento importantissimo del pacchetto anticrisi riguarda le nuove regole in materia di contrattazione obbligatoria. La riforma introduce l’obbligo di stipulare contratti scritti per determinare in anticipo quantità e durata delle forniture. Ultimo elemento da citare riguarda l’inserimento nel testo dell’autorizzazione alla programmazione produttiva per i formaggi Dop, attraverso un emendamento del relatore irlandese James Nicholson, il quale autorizzerà i consorzi ad orientare la produzione alle esigenze del mercato. Adesso spetta ai ministri agricoli europei superare le resistenze e le perplessità nei confronti di ogni forma di deroga alle regole sulla concorrenza.

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