Dax e Footsie: gli indici che salveranno l’Europa

1 agosto 2011
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Piazza Affari si mostra ancora debole, anche a causa della delicata situazione del debito statunitense, la cui soluzione (politica) potrebbe giungere proprio sul filo di lana. I listini azionari stanno pagando i costi del salvataggio greco, che ammonteranno a più di 160 miliardi di euro, a cui si sommano i 110 miliardi dell’intervento dello scorso maggio.

I costi del salvataggio se crescono, si ripercuoteranno sul l’andamento dei mercati finanziari. In questo scenario, come orientare gli investimenti nel secondo semestre? Il 2011 era iniziato sotto una buona stella per i mercati azionari, ma la realtà si è poi mostrata più dura del previsto, obbligando a modificare le strategie operative. Analizzando il mercato europeo, tra gli indici azionari più interessanti riscontriamo il Dax ed il britannico Ftse 100. Quest’ultimo ha disegnato da inizio anno un’ampia oscillazione laterale, muovendosi attorno ai 5.850 punti e consolidando così il rialzo partito dai minimi del 2010 a 4.790.  Resta credibile l’ipotesi di continuazione del rialzo. E’ infatti molto probabile che l’indice stia aspettando il momento propizio per sferrare l’attacco vincente a quota 6.100 e puntare poi ai record del 2007 in area 6.750, con obiettivo intermedio a 6.350-6.400 circa. Prospettive negate sotto 5.600, con target successivi a 5.300 e 5.100. Per quanto riguarda il Dax, quest’ultimo presenta uno scenario grafico simile, ma con un rapporto di forza relativa, rispetto all’indice britannico, in continua crescita negli ultimi due anni. La persistenza sopra i 7.000 punti dovrebbe assicurare l’energia indispensabile per lanciare un nuovo attacco agli ostacoli di area 7.500-7.600, oltre i quali la corsa potrebbe continuare verso i record dell’estate 2007 a 8.150 circa. I due indici in questione mostrano dunque caratteristiche grafiche interessanti e potrebbero rivelarsi due porti piuttosto sicuri dove riporre i propri risparmi.

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