Il Giappone interviene sul mercato dei cambi e sulla politica monetaria

4 agosto 2011
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Le autorità monetarie giapponesi hanno avviato una doppia procedura al fine di frenare l’avanzata dello yen, il quale sta penalizzando le esportazioni mettendo in pericolo la economica. Tramite autorizzazione del ministero delle Finanze, la banca centrale nipponica è intervenuta sul mercato dei cambi per acquistare considerevoli quantità di dollari,

spingendo il tasso di cambio da circa 77 a quasi 79 per dollaro (e di riflesso da quasi 111 a un passo da 113 sull’euro). L’istituto centrale ha altresì annunciato un nuovo allentamento della politica monetaria. In questa occasione non c’è stato un intervento concertato del G7, poiché si è trattato di un intervento unilaterale, giustificato con la necessità di contrastare eccessi speculativi che non trovano riscontro nei fondamentali dell’economia. A cominciare dagli Usa, questa volta i partner del G7 hanno dimostrato freddezza durante i contatti cominciati dalle autorità giapponesi nei giorni scorsi, Le lamentele giapponesi sul cambio delle yen si confondono nella tempesta finanziaria e valutaria generale. Così Tokyo ha fatto tutto da sola. La Banca del Giappone ha accorciato di un giorno la sessione del suo comitato decisionale, per comunicare un ulteriore allentamento della politica monetaria già ultra-espansiva: sarà ampliato il programma di acquisto di asset finanziari da 40mila a 50 mila miliardi di yen. Non si sa se le due mosse basteranno, poiché sul dollaro aleggia ancora la minaccia di declassamento del debito sovrano americano, intanto che i dati sull’occupazione negli Usa attesi per domani potrebbe risultare deludenti.

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