Nuove pensioni: aumenta di un anno l’età minima

1 ottobre 2011
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PensioniNuove pensioni in forte calo a causa della richiesta dell’età minima che avanza di un anno. E’ quanto emerge dai dati Inps secondo i quali evidenziano  l’entrata in vigore della “finestra mobile” e l’aumento per l’età minima nei confronti della pensione di anzianità nei primi 8 mesi dell’anno. I dati, secondo Antonio Matrapasqua, presidente dell’ Inps, dimostrano che le riforme “hanno funzionato”, riportando l’età minima per la pensione a 60 anni per i dipendenti e 61 anni per gli autonomi nonchè “la finestra mobile”.

 Il calo del numero di nuovi assegni erogati – secondo i dati Inps – è stato consistente soprattutto per le pensioni di vecchiaia, passate dalle 115.812 accertate nei primi 8 mesi del 2010 a 87.894 accertate nello stesso periodo del 2011, con un calo del 24,1%. In questo caso ha influito soprattutto l’effetto «finestra mobile» ovvero il rinvio della decorrenza della pensione di 12 mesi per i lavoratori dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi. Nel 2010 per l’uscita dal lavoro con l’età di vecchiaia erano disponibili nell’anno quattro finestre. Per le pensioni di anzianità si è verificato un calo del 15,4% con un numero di pensioni accertate nei primi otto mesi passate dalle 142.128 del 2010 a 120.240 del 2011. Per la pensione anticipata rispetto all’età di vecchiaia l’inasprimento dei requisiti di un anno (da 59 a 60 di età minima per i dipendenti, da 60 a 61 per gli autonomi con rispettivamente quote 96 e 97) scattato nel 2011 era previsto dalla riforma del 2007 che ha modificato lo «scalone» della riforma Maroni.La diminuzione complessiva (da 257.940 a 208.134 pensioni totali in 8 mesi) è stata superiore anche alle previsioni fissate dall’Inps per il periodo a 226.692. Le pensioni di anzianità nel complesso nei primi 8 mesi dell’anno sono state 120.240 (a fronte di 123.240 previste). Le pensioni di anzianità dei dipendenti sono state 80.681 a fronte di 90.894 dei primi otto mesi del 2010 ma di più di quanto previsto dall’Inps per il periodo (63.650). Ma la previsione in riferimento al prossimo anno dimostra che potranno uscire dal lavoro per vecchiaia solo persone aventi 65 anni.

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