Tassi: come guadagnare piu’ del 3%

16 ottobre 2011
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L’infione è ancora in piena bufera, travolta appunto dalla crisi, ecco che però una rivelazione la stima al 3%.  Per Morgan Stanley nel giro di un anno arriveremo all’1,9%. Perché, purtroppo, la frenata dell’economia è data ormai per scontata.Il risultato della snervante dicotomia è un profondo rosso per i mercati azionari (-23% per Piazza Affari da gennaio ad oggi), nonostante le aziende abbiamo macinato utili per tutto il 2011, e una ridda di rendimenti in ordine sparso per le obbligazioni. La scelta è tra prezzi da capogiro con rendimenti anoressici se si opta per la virtù germanica e un ventaglio di quotazioni stracciate con interessi bulimici (dal 4% dei Btp triennali ai rendimenti a due cifre della Grecia sull’orlo del default) se vogliamo parlare dell’Europa dei debitori in cerca di salvezza e riscatto.

Dal momento che i mercati continuano a vivere questo incubo,  la Banca centrale europea ha deciso di annunciare nuove misure di sostegno alle banche e ai Tesori in difficoltà (riacquisto titoli di marca europea), ma non di abbassare il tasso di interesse, che giovedì scorso è stato lasciato là dove si trova dalla prima settimana di luglio, all’1,5%. La Bce, e anche la Bank of England nelle stesse ore, hanno deciso di utilizzare di nuovo quelle che il Financial Time ha definito «le armi non convenzionali della politica economica», lasciando perdere i tassi. Nel caso della BoE perché più di così non si possono abbassare (in Uk sono allo 0,5% da dopo la crisi), nel caso della Bce perché l’ossessione dell’inflazione alta (il massimo tollerato è 2,0%) ha avuto ancora la maggioranza dei voti nel direttivo che decide. Maggioranza si, ma non unanimità.

 

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