Morti sul lavoro: L’Ue mette l’Italia sotto accusa

17 ottobre 2011
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Morti sul lavoroL’UE mette l’Italia sotto accusa dopo la denuncia fatta da un cittadino. Si chiama Marco Bazzoni il metalmeccanico che ha scritto ben dieci pagine in cui racconta tutte le inadempienze italiane. E la Commissione europea l’ha accolta, mettendo sotto accusa l’Italia per non aver rispettato le disposizioni in materia di sicurezza. Marco Bazzoni, denominato “il cittadino qualunque”, da anni si batte contro le “morti bianche”.Bazzoni, operaio in una fabbrica fiorentina che produce frantoi e presse per il settore enologico, è Responsabile dei lavoratori per la sicurezza (Rls) dal 2003. Si è così formato una precisa competenza in materia di salute, leggi, doveri e responsabilità dei datori di lavoro rispetto a protezioni e prevenzione nei luoghi di lavoro. È quella sua competenza che lo tiene all’erta e informato.

La denuncia, dieci pagine di documenti, era partita nel 2009 e lo scorso 30 settembre la Commissione ha inviato la lettera di costituzione in mora alla Repubblica Italiana che in pratica obbliga il nostro Paese a mettersi in regola. Bazzoni dimostrava incongruenze e inadempienze della legge 106/9 (il Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) rispetto alle normative europee (la Direttiva 89/391). La Repubblica italiana dovrà anche tenere puntualmente informato il promotore della denuncia, cioè l’operaio fiorentino. Nelle dieci pagine scritte da Bazzoni, si evidenziano anche le irregolarità delle disposizioni per la prevenzione degli incendi dei piccoli alberghi e inadempiente la lentezza con cui si sta arrivando alle valutazioni dei rischi dovuti a stress.Tutti punti su cui sindacati e associazioni di lavoratori dovranno far leva per pretendere che l’Italia faccia presto a mettersi in regola. Fino a questo punto, Bazzoni ci è arrivato adesso, come tutti possiamo ritenere e comprendere, serve l’aiuto e l’appoggio di tutti, l’aiuto appunto di quei partiti e sindacati che non l’hanno mai appoggiato.

 

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