Vaticano: urgenza crisi, serve un’autorità mondiale per la finanza

25 ottobre 2011
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Il Vaticano ricorda che il mondo globalizzato e il suo sistema finanziario e monetario non possono essere in mano ad un gruppo di amici, per quanto ampio e benintenzionato sia: non governance, ma”shared government”, cioe’ il coordinamento non basta, servono misure super-partes. Tutto questo a pochi giorni dal G20 di Cannes. Il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace pubblica un documento che vuole fare della attuale crisi mondiale una ”opportunita”’ di riprogettare le regole dopo il declino del mondo disegnato dagli accordi di Bretton Woods, le bolle speculative, i deliri della finanza onnipotente, il fallimento delle banche, la crisi dei bilanci statali, l’aumento nel mondo delle schiere di poveri. Il messaggio è molto chiaro: si prende atto dell’impegno dimostrato fino ad oggi ma tutto questo ancora non basta. C’e’ lavoro per tutti, dagli economisti, ai giuristi, alle persone di buona volonta’ e infatti, spiega il cardinale Peter Turkson, capo del dicastero, il testo e’ indirizzato a tutte le persone di buona volonta’.Ma, spiega Turkson, ”non chiediamo una semplice riforma dell’Onu, proponiamo un governo di ‘consensus’ che non verra’ imposto su nessuna nazione”.

Che fare poi per economia e finanza dopo che il mondo di Bretton Woods si e’ volatilizzato, non si assicura piu’ quel ”bene pubblico universale che e’ la stabilità del sistema monetario mondiale”. Alcune proposte, con la premessa che serve gradualita’ e pazienza: ”misure di tassazione delle transazioni finanziarie, forme di ricapitalizzazione delle banche, anche con fondi pubblici, e ”condizionando il sostegno a comportamenti virtuosi e finalizzati a sviluppare l’economia reale”, definizione ”dell’ambito di attività del credito ordinario e di Investment Banking”; e piu’ a lungo termine la creazione di una Banca centrale mondiale. Forte anche la denuncia della ‘ideologia della tecnocrazia” e della ”idolatria del mercato”.

 

 

 

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