Obama: Ue rischio contagio

30 ottobre 2011
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Il presidente Barack Obama, con un intervento sul Financial Times, esprime apprezzamento per i progressi fatti nell’Unione Europea e guarda al vertice del G20, invitando a una maggiore cooperazione e un’azione per spingere una ripresa globale che resta “fragile”. Tanto che dichiara: “La crisi europea deve essere “risolta il più velocemente possibile” e la sua soluzione deve includere la realizzazione di “una credibile rete di protezione che prevenga il contagio”.Grazie all’azione coordinata del G20, l’economia mondiale è tornata a crescere. I progressi però – afferma Obama – non sono avvenuti abbastanza velocemente e oggi la ripresa resta fragile. Centinaia di milioni di persone nel mondo sono disoccupate. Obama parla anche del tragico terremoto in Giappone che ha colpito tutti. La strategia di Obama si articola in quattro punti: maggiore economia al mondo, risolvere la crisi europea in modo veloce, intervento di ogni singolo Paese per migliorare la situazione, rafforzare la cooperazione nel G20.

” Per i paesi con surplus, si tratterà di assumere ulteriori misure a sostegno della crescita. Per le economie orientate all’export lavorare sulla domanda interna: uno strumento importante in questo senso é una maggiore flessibilità dei tassi di cambio”. Si tratta – spiega Obama – di cambiamenti cruciali perché possono “aiutare a prevenire un’altra crisi finanziaria. Nel G20 dobbiamo assicurarci che le banche abbiano il capitale necessario per affrontare gli shock e che ci sia una maggiore supervisione e trasparenza per evitare eccessivi rischi”.  “Quando ci siamo incontrati a Londra due anni fa sapevamo che – evidenzia Obama – riportare l’economia globale sulla via della crescita non sarebbe stato né facile né veloce. Ma insieme abbiamo messo a punto una risposta che ci ha consentito di allontanare l’economia globale dall’orlo della catastrofe. Questa è leadership che abbiamo dimostrato. Ed è la leadership di cui abbiamo bisogno ora per sostenere la ripresa e rimettere la gente al lavoro”.

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