Debito Italia sempre piu’ pesante

2 novembre 2011
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La crescita dello spread, che tecnicamente e’ il differenziale tra il rendimento di un titolo e quelli del corrispondente di uno Stato considerato privo di rischio, come la Germania, infatti influisce sulle aste dei titoli di Stato fissando delle asticelle sui rendimenti. Infatti, la  corsa del differenziale fra Btp e Bund tedeschi ha effetti negativi per le casse del bilancio dello Stato ma puo’ rappresentare un’occasione per i risparmiatori alle prese con il crollo dei listini azionari e i segnali di rallentamento del mercato immobiliare. Sebbene il Tesoro abbia, negli ultimi anni, allungato la vita media delle emissioni, rendimenti oltre i 300 o 400 punti sono meno sostenibili nel medio periodo e comportano un aggravio aggiuntivo per gli sforzi di risanamento dei conti pubblici.

Secondo alcune stime non peraltro da tutti condivise, la linea rossa da non superare e’ quella del 6,5%-7% per i rendimenti dei titoli di Stato decennali, limite oltre il quale sono cadute Grecia, Portogallo e Irlanda. Il nuovo record (450 punti pari al 6,3) e’ molto vicino a tale soglia ma puo’ rappresentare un buon affare per i risparmiatori e investitori italiani (che peraltro detengono insieme alle banche nazionali circa la meta’ del debito pubblico) a patto che detengano i titoli fino a scadenza, Viceversa si espongono alle oscillazioni dei titoli sul mercato secondario che possono essere, come si vede in questi giorni, molto forti. CDS – I Credit default swap (Cds) sono strumenti finanziari derivati che funzionano come un’assicurazione. Chi compra un Cds, infatti, si impegna a pagare al venditore un premio in cambio del rimborso, solo in caso di default, del valore dell’obbligazione oggetto dell’insolvenza (di solito un titolo di Stato).

 

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