Ue all’Italia: «Fare di più sulle pensioni»

10 novembre 2011
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Il commissario Ue agli Affari Interrnazionali Olli Rehn, ha commentato a Bruxelles il rapporto previsionale della Commissione secondo il quale, tra le altre cose, l’Italia non centrerà il pareggio di bilancio nel 2013. L’ Italia ha bisogno di «stabilità politica» e Roma «è ncessario che faccia di più sulle pensioni».«In via preliminare posso dire che nel pacchetto previsto dalla “lettera” ci sono varie misure positive come quelle relative al mercato del lavoro, alle liberalizzazioni, ma la “lettera” – ha aggiunto Rehn – è silenziosa su molte altre questioni, non va abbastanza avanti sulla concorrenza e molto potrebbe essere fatto sulle pensioni».Anche il presidente Obama ha lanciato un appello da interpretare come un messaggio di fiducia  «L’Italia non è la Grecia, è un Paese grande, e un Paese ricco. Atene ha un problema di solvenza, l’Italia ha più un problema di liquidità», ha detto.L’Italia nel 2012 avrà una crescita economica quasi azzerata con un incremento del Pil limitato allo 0,1% (rispetto al +1,3% preventivato la scorsa primavera), che salirà al +0,7% nel 2013, anche se non riuscirà a centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio. Nel 2012 il deficit pubblico calerà al 2,3% del Pil che, a politiche invariate, scenderebbe ulteriormente all’1,2% l’anno successivo mancando così il programmato pareggio di bilancio. Secondo le stesse previsioni il debito pubblico resterà stabile nel 2012 al 120,5% del pil con un calo l’anno successivo, sempre a politiche invariate, al 118,7%.

L’Italia, invece – chiarisce Obama – ha più un problema di liquidità, è un Paese grande e ricco, è la terza economia europea, l’ottava al mondo, dove ci sono molte persone ricche. Un paese che può far fronte al proprio debito, a patto che i mercati non abbiano una crisi di fiducia sulla volontà politica e la capacità di non perdere il controllo del sistema».

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