La bolla cinese delle case rischia di scoppiare

12 novembre 2011
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Pochi giorni fa HomeLink China ha rilasciato un report che induce a credere che si è giunti alla periferia della temuta esplosione della «bolla» cinese: mille agenzie immobiliari hanno tirato giù le serrande dall’inizio dell’anno, 177 nel solo mese di ottobre. Il segnale di inquietudine maggiore è legato al fatto che il 73 per cento dei «corner» immobiliari che hanno cessato l’attività erano legati a catene di medie dimensioni. La scossa immobiliare di ottobre era stata preceduta da un sussulto già a settembre.Ora sono molti a temere che la brina di settembre diventi una gelata e che il prezzo della case cali, in breve tempo, anche del 15-20 per cento, soprattutto se ci sarà un nuovo giro di vite da parte del governo, finalizzato a bloccare l’inflazione che galoppa al 6 per cento annuo. Tuttavia è un compito non facile quello dell’esecutivo di Wen Jiabao perché dovrà scontentare non solo i palazzinari ma anche semplici cittadini. Nella grande corsa all’oro dello scorso decennio, infatti, i cinesi avevano capito che il denaro messo nel mattone era il più redditizio. Secondo il Wall Street Journal, un investimento immobiliare effettuato a Pechino nel 2006 aveva fruttato nei cinque anni successivi il 188% (dati del China Real Estate System). Viceversa un semplice deposito bancario avrebbe reso, nello stesso periodo, un guadagno del 19% (da cui va «tagliata» un’inflazione-record al 18%).

Lo stock di abitazioni nuove che restano ad ammuffire nel primo trimestre del 2011 è aumentato del 40% a/a (anno su anno), mentre i debiti delle principali società di costruzione ammontano alla cifra record di 1 trilione di yuan (+41,3% a/a).Un rischio di bolla immobiliare che fa andare subito alla mente le conseguenze che una vicenda analoga ha avuto negli Usa. L’ housing bubble ha trascinato nel panico l’economia a stelle e strisce perché il real estate è il volano dello sviluppo americano e ci si può indebitare solo se il prezzo della case sale. Dal 2006 i prezzi delle case nelle città sono scesi del 32% e qualcuno ritiene che ci vorranno 20 anni per recuperare il valore immobiliare distrutto dallo scoppio della «bolla» (circa 6 mila miliardi di dollari, secondo una stima del Center for Economic and Policy Research).

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