Bene lo spread a Parigi ma Francia e Spagna sono in difficoltà

16 novembre 2011
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Non è solo l’Italia ad essere nel mirino della speculazione, ma anche i Paesi definiti virtuosi e fra tutti la Francia tanto che ieri il differenziale fra i titoli di Stato francesi e quelli tedeschi ha aperto a 145 punti, per toccare nel pomeriggio i 165 punti base, praticamente ad un passo dal record storico. Giovedì la Francia dovrà tornare sul mercato per rifinanziasi e quello sarà un nuovo banco di prova per il Paese. Il Ministero del Tesoro dovrà infatti collocare buoni (Oat) per un valore compreso tra i 6 e 7 miliardi di euro e quasi tutti con scadenza a breve termine: 2013,2015 e 2016. La tensione sugli spread riflette anche una situazione economica che non è affatto rosea come all’apparenza potrebbe sembrare. A settembre in Francia il deficit delle partite correnti ha segnato un saldo negativo di 4 miliardi a fronte dei 2,4 di agosto e secondo Bruxelles, in Francia saranno necessarie nuove misure per ridurre il deficit nel 2013.

La situazione però non è migliore nemmeno in Spagna: il Paese è attanagliato da una disoccupazione stimata nel 2011-2012 del 20,9% e del 20,3% nel 2013. Il tutto con un Pil che dovrebbe crescere quest’anno e l’anno prossimo dello 0,7%. Anche in Spagna, proprio come in Italia, pesa l’incertezza politica: domenica gli spagnoli si recheranno alle urne per scegliere il nuovo premier dopo le dimissioni di Josè Luis Zapatero, che circa due mesi fa ha sciolto le Camere dopo aver guidato il Paese dal 2006. Nel frattempo la Commissione stima il rapporto deficit/pil della Francia al 5,1% nel 2013. Le stime di crescita della Commissione europea per il 2012 sono stati riviste al ribasso allo 0,6% dal precedente +2%.

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