Finmeccanica, il piano Orsi con tagli e cessioni

16 novembre 2011
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Ci sono voluti tempi supplementari e accese discussioni per approvare i conti di Finmeccanica nel terzo trimestre e, soprattutto, per delineare i piani che potranno consentire una parziale riscossa per il gruppo di piazza Montegrappa. Il consiglio di amministrazione si è riunito l’altro ieri a Borsa chiusa, nell’ultimo giorno utile, dopo due rinvii. Ad agitare la situazione non c’è solo la situazione politica, ma soprattutto la fredda logica dei numeri. Solo la cessione parziale di Ansaldo Energia aveva sostenuto i costi. Ebbene, nel terzo trimestre questo effetto positivo non c’è piu’, le performances sono peggiorate e l’amministratore delegato Giuseppe Orsi ha voluto rivedere contratti e contabilizzare i costi di una ristrutturazione che non puo’ essere indolore. Lo conferma la fusione tra Alenia Aeronautica ed Alenia Aermacchi, con un piano industriale che ha ottenuto il via libera sindacale, anche perchè welfare oriented.

Dopo l’aereonautica tocca ad elettronica e spazio. Ovviamente non è possibile pensare ad aumenti di capitale o a trasferimenti di “tesoretti”, come accadde nella stagione della crescita. Questo significa ridurre i costi, aumentare l’efficienza e ridimensionarsi, concentrando le risorse sui soli settori strategici. La scelta “realista” però non è piaciuta a molti ma non presenta altre o diverse alternative, specie nell’ottica di una contrazione degli investimenti statali per difesa, sicurezza e ricerca. Il disimpegno da Ansaldo Breda e in generale dal ferroviario o dall’energia sono passi necessari, come la cessione di alcune attività della controllata Drs Technologies. Finmeccanica è oggi un giocatore globale e deve obbedire alle regole del mercato ma solo a quelle.

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