Fiat disdice gli accordi sindacali

23 novembre 2011
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Fiat Group Automobiles ha disdetto, dal primo gennaio 2012, tutti gli accordi sindacali vigenti e “ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto” in tutti gli stabilimenti automobilistici italiani. Lo si apprende da fonti sindacali.L’azienda ha scritto una lettera ai sindacati, nella quale si rende comunque disponibile “a promuovere incontri per finalizzare e valutare le conseguenze del recesso” e “alla eventuale predisposizione di nuove intese collettive”. “Entro il 31 dicembre – commenta Roberto Di Maulo, segretario generale del sindacato autonomo Fismic – bisogna realizzare il contratto auto. Era già un impegno, ora è urgente e pressante”. La fusione con Chrysler non è in agenda per il 2012. Lo ha detto l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, parlando alla Confindustria britannica a Londra, secondo quanto riferisce Bloomberg. Il numero uno del Lingotto ha anche detto che per Fiat non sono in programma “operazioni straordinarie” finalizzate a un aumento di capitale per il prossimo anno, anche se sta rivedendo gli obiettivi 2012 riguardo al mercato europeo. L’alleanza con Chrysler ci offre la straordinaria opportunità per affrontare la situazione nei nostri stabilimenti italiani, dove i livelli di produttività sono stati per anni troppo bassi per essere competitivi”. Lo ha detto l’ad di Fiat Sergio Marchionne nel suo intervento di oggi alla conferenza degli industriali britannici. “Questa partnership – ha proseguito – ci dà l’opportunità di aggiornare il sistema industriale per raggiungere gli standard necessari per competere a livello internazionale e, di conseguenza, essere capaci produrre per esportare in mercati più esigenti come gli Stati Uniti”.

 “Se Fiat avesse continuato a investire da sola in Italia i rischi sarebbero stati enormi: alte spese non condivise, volumi insufficienti e alti costi di produzione”. Lo ha detto l’ad di Fiat Sergio Marchionne nel suo intervento di oggi alla conferenza degli industriali britannici. “Invece, grazie al legame con Chrysler, Fiat – ha proseguito – ha l’opportunità di essere globale una volta di più: avrà accesso a mercati extraeuropei e condividerà gli investimenti nello sviluppo di architetture che hanno un’applicazione parallela in Nord America”.

 

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